L’occasione delle start up

di Paolo Cento

Anche quest’anno per la quarta volta Articolo 9 è presente a Ecomondo (edizione 2026) ospite dello spazio Cisambiente Confindustria e del Direttore Lucia Leonessi che ringraziamo. Una presenza che per noi è anche l’occasione per riprendere una idea proposta dal nostro editore Loris Talone durante il consueto aperitivo green di inizio estate: lanciare una collaborazione e un premio per le start up di giovani imprenditori e imprenditrici impegnati nell’innovazione digitale, sociale, ambientale.

C’è un patrimonio tra le nuove generazioni che dobbiamo liberare dalle pastoie burocratiche, dallo strapotere di una gerontocrazia che fa fatica a farsi da parte, per valorizzarne le capacità di innovazione e di impresa.

D’altra parte proprio i contributi che ospitiamo in questo numero ci consegnano alcune riflessioni e appunti utili in questa direzione.

La trasparenza e la correttezza nelle procedure della pubblica amministrazione non sono solo un fatto etico e di rispetto delle norme vigenti ma come ci ricorda il Presidente di Anac Avv. Busia una condizione decisiva della democrazia e dell’azione economica capace di restituire potere ai cittadini.

Proprio la transizione ecologica, che è uno degli obiettivi fondativi della nostra rivista quadrimestrale, non si governa con annunci ma con regole chiare, controlli efficaci e una cultura amministrativa che considera l’ambiente un parametro essenziale.

È una sfida che riguarda l’economia e le nuove generazioni a cui dobbiamo restituire fiducia e opportunità non negando quello che abbiamo sotto gli occhi con chiara evidenza scientifica.

I cambiamenti climatici così come l’intelligenza artificiale stanno già cambiando la nostra vita, il nostro lavoro, il tempo libero.

La crisi idrica come l’aumento delle tensioni internazionali, guerra permanente, sono lì davanti a noi e la sensazione è quella di un mondo a due velocità: da una parte chi si rende consapevole di questa accelerazione senza precedenti, dall’altra la maggioranza delle popolazioni, che rimane indietro in una nuova povertà digitale, climatica e quindi economica.

È anche per questa consapevolezza che abbiamo deciso di provare nel nostro piccolo a dare una mano alle start up che incontriamo nel nostro percorso.

La responsabilità ambientale, lo ribadiamo, non è un peso o un fardello ulteriore sulle nostre economie ma un indice da cui non è possibile tornare indietro.

Un’economia senza responsabilità ambientale non ha futuro: il costo dell’energia fossile, tanto per stare all’attualità di questi mesi, non è più sopportabile e quindi che facciamo?

Possibile che ci siano nel nostro paese oltre mille progetti per energia solare fermi in qualche Ufficio ministeriale o regionale?

Con la fine del 2026 finiscono anche i fondi del Pnrr: una grande opportunità forse non utilizzata in tutta la sua capacità espansiva proprio nei progetti relativi alla transizione energetica.

C’è bisogno di un’accelerazione in questa direzione e invece sentiamo ancora troppe voci tese a negare ciò che è evidente e necessario.

Nei prossimi mesi si aprirà in molti paesi europei una stagione elettorale: il dibattito facciamolo su queste cose invece di rincorrere la cronaca quotidiana.

Ridefiniamo i concetti stessi di destra e sinistra, di sovranità e popolo sulle risposte e soluzioni che verranno offerte a queste emergenze.

Serve a noi e soprattutto alle nuove generazioni.